lunedì 1 aprile 2013

Da Mareggiata



E’ estate quando si muove questo serpente
che sente il dolore e lo annusa
sul punto di mangiarlo
il serpente vorrebbe mangiare il dolore
buttarlo fuori a poco a poco nel sonno
finché venga l’autunno
a riconciliarci con noi
sotto gli affreschi dei caffè
sotto gli spruzzi degli scogli
sotto alle camminate sotto alle candele
ancora una volta accese e accese e accese
in vicendevole pietà di noi.
Ma sì che ti massacrerò l’anima
e tu massacrami la mia che non è
cattiveria quella che spinge al rimorso crudele
no, è vita che il serpente conosce
acciambellato nel presente e solo in quello
(magari con la nostra pelle ancora stretta
insieme a sfregarsi di baci mattonati
ma ad occhi aperti verso
la partenza dei porti
verso quelle quartine blindate che smuovono
la pancia alla mattina  presto
quando  si rimane legati nel letto
e non c’è verso che il gallo canti
mentre “ giorno si ostina”)

Cetta Petrollo

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