martedì 10 dicembre 2013


Può essere lanciata una carezza
può essere lanciato un abbraccio
può essere lanciato per telefono
per la precisione un telefonino
si può così seguire sentire
una serie di tramestii
esterni interni
tu hai l’anima che sobbolle
e nessuna cuoca a girartela col mestolo
io ci provo di tanto in tanto
transitando per la cucina
dei tuoi bisogni  
torno forte così proprio arzdora
cosa che tu apprezzi
come quella spezia che fa bene
al fegato o quella tranquillità
che manca.
Mettiamocela tutta a stare tranquilli
fra i fumi che emanano le nostre cucine
così non ci perderemo
come in effetti sta accadendo accade
e lo so ragazzi che questa non è una poesia
lo dicono Guido Galeno Rosaria non so
lo dicono ma chissenefrega
Frixione si tormenterebbe gli occhi
nessuno mi darebbe un soldo
per questi versi imbecilli
quattro versi da niente
ma io in questo momento sto ciabattando
fra la tua e la mia cucina
Sobbolle l’ anima
aggiungo sale e poi rimesto
infine al paciugo aggiungo
qualche scia di carezze
che svaporano calde
che adesso è inverno
e tu per star bene

hai messo la porta al camino.

Cetta Petrollo

domenica 27 ottobre 2013

Se questa terra gelasse

Se questa terra gelasse
dopo potrebbero nascere fiori
se quest'erba seccasse
la rasura sarebbe provvisoria
e dalla carta grattata
potrebbero rifarsi parole
( io porto oli bende vasi anfore)
se questa tomba si chiudesse
potremmo di nuovo costruire
una città
se quest'inverno esplodesse
facendoci toccare il dolore
non ci sarebbero più figli
che si presentano
né sanabili mali
non ci sarebbero pie donne soccorrevoli
(io porto erbe mediche
io porto il cuore)
se corressi di corsa corressi
verso la vecchiaia
dove vanno gli anni radunandosi
intorno alle feste della morte
se con me la morte
finalmente danzasse
e io che da anni la corteggio
me la vedessi arrivare
cinica come una ragazza
se tutto ciò passasse
come deve
nel lento fulmine dell'alba
nello schianto del non ritorno
io potrei dirti dentro
"non basta la sequenza delle rime
a segnare la strada
(io porto garze e lenzuoli)
chiudo la porta la serro
per ogni impossibile resurrezione".

venerdì 18 ottobre 2013



Andarmene da me
è cosa facile.
Basta chiudere le porte
ad una ad una
e guardare nel viale.
Li ci sono sempre
i tuoi bambini.
E prendo i tuoi occhi prendo

e finalmente piango.

Cetta  Petrollo

venerdì 20 settembre 2013

La bella pelle dell'amore



La bella pelle dell’amore
risplende
così abbiamo passato l’equinozio
e la bella pelle dell’amore
risplende
risplende tranquilla senza fretta
mentre solo su un fianco
dimostra il suo bilico
la bella pelle dell’amore.
Intanto mi hai tenuta
nella bella pelle dell’amore.
(Amor che dato sia
casto mi prende)

Cetta Petrollo

mercoledì 18 settembre 2013

TUO



Il tuo entra dentro
allo stomaco
e non lo lascia respirare.
Può respirare uno stomaco?
no, non può.
Ancor meno lo può se il tuo
arriva e ci si piazza sopra
ci si piazza spiazzante
come un prato che si è
a lungo evitato
come una rima baciata
come un interregno di favole
come il pozzo nascosto
la briciolina nel bosco
ci si piazza e la pancia
insieme alla mente
fanno festa
mentre il tuo dà un pugno
alla tua vita
la prende a cazzotti
che è quello che volevi
per quello lasci
la veste aperta
e la finestra.

E il cuore.

Cetta Petrollo

giovedì 12 settembre 2013

Genova Piazza Banchi

A Piazza Banchi
dove la banca si rompeva davvero
banca rotta  che finisce estate
per sottoripa correndo
davanti alle cassette in pietra
delle denunce
tiro un lungo fiato fino
alla conclusione mi sono sbagliata
mi sbaglierò ancora
la mia banca con fracasso si è rotta
ma di rotte ne abbiamo due
tu dai i numeri del percorso
io li metto insieme
numerologia fantastica
si potesse evitare
ora che cresce luna

in due la distruzione.

Cetta  Petrollo

E tu mi dici torna presto.



Questa sera vado a letto tranquilla
sotto una coperta calda di parole
sotto a una debolezza
sotto ad un abbraccio
sotto ai portici di sottoripa
vado a letto
vado a letto con ignatia
la pancia serena
senza il buco
intorno all’ombelico
la colite abbandonica
le frasi in fila i libri pure
questa sera vado a letto
con tutto quello che sono
perché l’estate sta trascorrendo
e settembre gira
da certe parti stravaganti
che fino a ieri
non avremmo mai immaginato
settembre è un battello
di maestrale verso Pegli
e tu mi dici
torna presto.

Cetta  Petrollo