giovedì 9 maggio 2013
martedì 7 maggio 2013
lunedì 6 maggio 2013
Il Paese sta franando
Il Paese sta franando e di cosa si occupano i nostri "intellettuali", i nostri scrittori esordienti o semi-esordienti? Scoprono l'acqua calda, scoprono che mentre tutto frana, mentre i giovani non trovano lavoro, mentre la capacità d'acquisto di pensioni e stipendi diminuisce sempre di più, mentre sono nati gli esodati, mentre le imprese, le piccole imprese, chiudono sopraffatte da strozzini e tasse ( in complice alleanza) e i suicidi aumentano e l'aggressività sociale nei confronti dei più deboli cresce, di che cosa dunque i occupano i lor signori? Ma certo! Di chi li può pubblicare! Gran dibattito! Grande questione! Se ciò interessa davvero e seriamente, non è da lì che bisogna partire, non dalle difficoltà o meno di pubblicare, ma dal resto. Se la società è forte e le persone hanno il coraggio di darsi per gli altri e non solo per se stessi , per la loro personalissima bottega e famiglia e clan ma per tutti, tutto il resto si può modificare e anche il discorso editoriale acquista dignità. Dico banalità. Ma insomma perché dovrei scandalizzarmi se i piccoli editori chiedono un sostegno agli autori? Palazzeschi si pagò la sua edizione di poesie, altrettanto fece Moravia con gli Indifferenti e anche Pagliarani la sua prima raccolta addirittura con un prestito famigliare e ce ne sono molti altri di esempi illustri. Ma quando mai c'è stato un commercio reale, una reale distribuzione della poesia? E delle riviste? E della narrativa di nicchia? No, ditemi. Il problema non è pubblicare e a che costi e con quali modalità ma trovare lettori, veri lettori per i propri testi. E poi quando un testo è necessitato e necessario lo si avverte subito, non c'è bisogno di gran cultura né di scienza. La necessità arriva. Proprio al centro della pancia.
Cetta Petrollo
Il nostro personale Mosè
I canti della nascita sono rosei
Il vento li asseconda
hanno lente cinture
e sandali che sgusciano
olio di argan sulle gambe
il sole sotto pelle
I canti della nascita
tengono il timone
ben saldo in quei posti
dove i camionisti sulle panche
si lasciano addormentare
magari ti domandi cosa ci fa
tutta questa gente
i canti della nascita
sanno di pecorino
i canti della nascita
prendono il largo
nel corpo asciutto
nello scarso pasto
stanno lì aspettando
il segno di avvio
il tamburo
il taglio rosso
la fenditura
per il nostro personale Mosè.
sabato 4 maggio 2013
La secca delle prove
Alle volte lo spazio aperto
non fa fare niente
altro che aprirsi
in vuoto in brulichio in lievito
naturale bianco o verde
in spuma rossastra
non è necessario essere in due
piuttosto essere in molti
levigando la pelle nuova sbucciata
che non diventi anch’essa lievito.
Non produca escrescenze.
Che quelle possono solo essere.
Possono.
Alle volte gli spazi aperti
mostrano le loro sinuose
fessure.
Ma quanto conta
stare ben salde!
Quanto conta aspettare
tutti questi passaggi
che si disegnano in rughe
trepide che attendono
la secca delle prove.
Cetta Petrollo
Mai scriverò anima / se non percuotendo la lingua
Hai presente gli acanti insolenti
che crescono nei cortili degli dei?
Vicino all’ortica?
Catturano il sale non si sradicano
nascono in un tempo lontano
gonfi presenti prepotenti.
Mai scriverò cielo se non fra due virgole.
Mai scriverò anima
se non percuotendo la lingua.
Mai mi potranno amare
se non per chi questa lingua
mi aperse.
Mai posso amare un uomo
ma un acanto ribelle.
Cetta Petrollo
mercoledì 1 maggio 2013
Smottamento
Lo smottamento
provoca ogni tanto frane
bisognerà incuriosirsi
come chi sta in fondo
a una sala o in mezzo
a una piazza gremita
e lì accettare che la melma
abbia dentro anche qualche
cristallo da niente
che era monile splendente
e ora è spazzatura.
Ma se osservo con calma
se osservo
porto dentro
anche quelli che furono
la loro pelle in cadenza
il loro procedere
per vecchiaia assoluta
le strida
disperazione chiosata
cupo verso in dolore
che ancora ruota e precipita
in giri in tornanti
su emicicli raggianti.
Ho preparato il setaccio
non ho schifo del fare
sto dentro alla folla gremita
ho preparato il setaccio
ascolto le strida.
Cetta
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